Educazione cristiana contro educazione secolare: cosa è meglio?

A volte, i cristiani si trovano di fronte a una decisione riguardo al tipo di educazione da perseguire per se stessi e/o per le loro famiglie. La scelta che esamineremo è tra scuole cristiane e scuole secolari. Uno è migliore dell’altro? La risposta non si trova necessariamente nel confrontare la qualità dell’istruzione, ma nei sistemi di credenze che sono alla base di ciascuna. Esamineremo entrambi i tipi di educazione in relazione alla fede in Dio e al loro uso dei fatti.

Differenza 1: Credere in Dio

In generale, l’educazione secolare si basa sul presupposto che Dio non esiste; o se c’è un Dio, allora quel Dio non ha alcun impatto reale o rilevanza per la vita quotidiana. Lo studio secolare della scienza, ad esempio, presuppone che tutto “accada e basta” come risultato di leggi e interazioni naturali. Un evento ne innesca un altro, ma (si sostiene) non esiste un pianificatore definitivo e/o un potere che guidi il processo.

Al contrario, l’educazione cristiana presuppone che Dio è, che Gesù Cristo è Dio incarnato, che “ogni cosa è stata fatta da lui e senza di lui non è stata fatta alcuna cosa che è stata fatta” (Giovanni 1:3 KJV). L’educazione cristiana si basa inoltre sulla ferma convinzione che Dio continua a guidare gli eventi «in cielo e in terra» secondo il Suo piano perfetto, «poiché chi viene a Dio deve credere di essere, e di essere un ricompensatore di coloro che cercatelo diligentemente» (Ebrei 11:6(b) KJV).

Differenza 2: uso dei fatti

Nell’educazione cristiana, i fatti provati ed empirici sono fatti. Le equazioni matematiche, ad esempio, sono esattamente le stesse. Ci sono differenze e l’educazione cristiana non le nasconde. Nel corso dell’ultimo secolo, alcuni argomenti sono stati pesantemente “modificati” per riflettere un punto di vista secolare. La storia e alcune branche della scienza hanno sofferto di una segnalazione parziale di “fatti”, incluso nascondere o ignorare alcuni dettagli e distorcere la prospettiva da cui gli altri sono visti. La prospettiva distorta ha alterato e/o distorto l’interpretazione di alcune prove. La vera educazione cristiana rifiuta tali distorsioni.

Il dilemma

L’etica e la moralità rappresentano un’estremità di queste distorsioni. Rifiutando l’autorità ultima del Creatore, gli aderenti alla prospettiva secolare sono lasciati senza un fondamento assoluto di giusto e sbagliato. Gli standard diventano fluidi, così che “ciò che è giusto per me” può essere diverso da “ciò che è giusto per te”.

Quando la Chiesa accetta gli standard del mondo secolare, rimane confusa e instabile. Considera la seguente illustrazione di questo dilemma. Per diversi anni, stimati sondaggisti hanno riferito che la manifestazione dell’etica e della morale non differisce in modo significativo tra gli individui che si classificano come “cristiani” e quelli che si descrivono come “non religiosi”. Nello specifico, i sondaggisti riferiscono che le pratiche sessuali dei due gruppi si sono rivelate sostanzialmente le stesse. Anche se uno stile di vita permissivo è diventato comune, la fede cristiana ha storicamente abbracciato rigidi standard scritturali di purezza sessuale e monogamia.

La vera educazione cristiana cerca di fornire una comprensione superiore di tutti gli aspetti della conoscenza, saldamente ancorata alle fondamenta che il nostro Creatore ha fornito nella Sua Parola ispirata. Si potrebbe concludere che, per i cristiani, un’educazione scolastica cristiana potrebbe mantenerli radicati nella loro fede in Dio. Potrebbe anche proteggerli dalle versioni distorte e alterate di fatti empirici che a volte sono associati all’educazione secolare. La decisione non deve essere presa alla leggera, ma presa con devota considerazione.

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